"PER UNA VOLTA MI SENTO DI DAR RAGIONE A SALLUSTRI CHE GLIE LE HA CANTATE"

greatdictator26

Dalle dimissioni di Berlusconi in poi abbiamo vissuto come avvolti da una coltre di noiosissima sobrietà, per fortuna che a rompere l'incantesimo ci ha pensato Sallusti con "A noi Schettino, a voi Auschwitz".
Alla polemica contro Der Spiegel e il suo presunto articolo razzista ha partecipato anche Repubblica, oltre a numerose testate online. Poi l'articolo incriminato è stato tradotto per intero (o forse è stato tradotto meglio) e così sono cadute la maggior parte delle accuse sostenute dai nostri due quotidiani nazionali, i quali ovviamente non hanno smentito né ritrattato una virgola. 
Il Fatto Quotidiano ci offre una traduzione integrale dell'articolo tedesco, nessuno però ha mai tradotto i commenti dei lettori online, per cui mi cimenterò io.
Mi scuso se la traduzione non è perfetta, adopererò gli stessi criteri di verifica di una vera e propria testata nazionale del calibro di quelle appena citate, cioè userò Google Translator

I commenti all'articolo di Jan Fleischhauer sono 7,  eccoli:

1) Una satira magistrale di Jan Fleischhauer, che ci intrattiene con un'esagerazione divertente dei pregiudizi diffusi in gran parte della popolazione. Purtroppo questa deliziosa provocazione è presa in modo mortalmente serio, da alcuni che ne hanno frainteso le intenzioni, come l'ambasciatore e alcuni commentatori. La satira ha anche un nocciolo di verità: naturalmente ci sono forti differenze culturali (non "razziali") tra i vari paesi (vedi ad esempio le cucine tradizionali), cose che ogni viaggiatore può confermare. Ma questo è un fattore chiave, che piuttosto rende attraente un paese come l'Italia.

2) "Una satira magistrale di Jan Fleischhauer, che ci intrattiene con un'esagerazione divertente dei pregiudizi diffusi in gran parte della popolazione."
Fleischhauer sarà sicuramente contento di sapere che si riconosce la satira. Nelle note può permettersi di perdere ogni singolo dettaglio per ringraziare personalmente.

3) Ho il sospetto che il primo commento sia stato scritto dallo Spiegel Online.
- Un furfante che pensa male -

4) Il signor Jan Fleischhauer è molto probabilmente un raffinato analista delle diverse culture europee. Mi piace l'ironia che ha fatto della "razza" italiana. Forse ad un certo punto ha ironizzato anche sulla parola tedesca "razza".
L'immagine che ho di questo brillante signore: è stato qualche volta in Sicilia, ha visto un sacco di pesce e di verdure, qualche chiesa cattolica e ha letto qualche scrittore siciliano.

5) Caro Dr. Fleischhauer! Purtroppo non riesci a lasciare il tuo posto in uno spazio completamente satirico senza cadere in luoghi comuni come questi sull'Italia. Questa è la tua personale opinione, non allusioni spiritose ovviamente.
Ebbene, il signor Schettino non è ancora stato condannato, né tanto meno processato. E la tua analogia Italiani-Napoli non riesce ad essere efficace, è solo divertente. L'Italia ha inventato il sistema monetario globale e concetti come (in italiano): Konto, Netto, Brutto [lordo], Giro, Skonto, Rabatt [sconto]... Italianismi.

6) Italiani, leggete l'articolo fino alla fine, non solo i primi due paragrafi. Vi renderete conto che questo è un articolo sui pregiudizi e non contro gli italiani. Grazie Mille!

7) "Italiani, leggete l'articolo fino alla fine, non solo i primi due paragrafi. Vi renderete conto che questo è un articolo sui pregiudizi e non contro gli italiani. Grazie Mille!"
D'accordo, ma per favore, l'editorialista dello Spiegel potrebbe (proprio ora!) formulare le proprie provocazioni un po' meglio e pensare qualche minuto, prima che leggano milioni di lettori europei? Questo è lo Spiegel, non la Gazzetta dello Sport o qualcosa di simile...

E ora passiamo ai commenti online dei vari articoli italiani, cominciamo con Il Giornale "A noi Schettino, A voi Auschwitz" (i primi 7 in ordine temporale):

1) son passati molti anni da quando Rommel affermava "il soldato tedesco ha stupito il mondo, il soldato italiano ha stupito quello tedesco", molte cose son successe...mentre vecchi e bambini facevano perdere centinaia di migliaia di soldati all'armata rossa, i nostri "baldi" sputacchiavano prima sul cadavere del Duce, dopo aver gettato la tessera del partito ed essersi muniti di fazzoletto rosso d'ordinanza, e poi andavano ad abbracciare l'invasore angloamericano per farsi dare una cioccolata !...l'eroe Perlasca ha dovuto attendere sessant'anni prima che qualcuno si accorgesse di lui, perche` erano tutti impegnati a celebrare quelli che mettevano le bombe per ammazzare dei musicisti !!!

2) il fato è che, volenti o nolenti, hanno ragione loro: il popolo italiano è un insieme di persone che si odiano tra loro come gli ex ( infatti sono ex) iugoslavi, ma non una razza.

3) Non è una questione di razza, è una questione di intelligenza delle persone; e come emblematicamente dimostra Der Spiegel; di idioti in Germania ne esistono, anche nelle redazioni giornalistiche.

4) Bravi, è questo il Giornale che mi piace

5) a proposito di Schettino...ieri ho inviato due post che sono stati cestinati ( gli unici !!!) per far notare quanto affermato dal comandante del soccorso elicotteristico il quale ha detto che alle 0.25 hanno dovuto calare un operatore sulla prua della nave in quanto la "biscaggina" che li si trovava era inservibile...quella stessa biscaggina dalla quale sarebbe dovuto salire Schettino per dar seguito all'ordine ( del casso)di De Falco...impartito alle 0.49 !!!....andateci piano con le patenti di vigliaccheria !!!

6) Spero che affoghino tutti quest'estate a Riccione, sti mangiapatate!

7) E' solo la copertina di un giornale, suvvia. E' arcinoto che in Germania su queste cose ci marciano per convincere i loro connazionali a non trascorrere le ferie nel Belpaese. Piuttosto si apra una riflessione sull'opportunità di celebrare il Giorno della memoria, un vero e proprio atto d'accusa nei confronti del popolo tedesco, di cui fra l'altro eravamo alleati. Meglio ribattezzarlo Giorno della vergogna italo-tedesca, se proprio si deve insistere.

Ora è il turno del Corriere "Il Giornale contro Der Spiegel", dato che l'articolo di Repubblica.it non permette i commenti. Sempre i primi 7.

1) Qualcuno insegni a Sallusti che "noi" ci alleammo con i tedeschi di Auschwitz

2) non è il momento di litigare tra di noi

3) L'abituale tono amichevole e simpatico nel polemizzare del Direttore Salvini stupisce qualcheduno?

4) Una volta tanto sono d'accordo con quello che scrive il Giornale...

5) Ma detta cosi do ragione a Sallusti e mi sorprende che il Corriere non prenda posizione, anzi abbassi la testa!! Meglio non commentare oltre ....

6) IO ho letto l'articolo pubblicato su Der Spiegel e sono rimasta senza parole. La presa di Il Giornale contro il settimanale tedesco è forte, ma legittimo. Consiglio, a tutti quelli che hanno insultato Sallusti du Twitter....di andare a leggere quello che ha dichiarato il giornalista tedesco. Ma come si fà a parlare di razze o non razze? Ci possono essere caratteristiche comportamentali tipiche di un popolo, ma qui si parla di altro. E' molto grave.

7) Chiedo scusa a tutti, E vero, loro non sono come noi italiani, casinari per definizione ed altro. Loro invece hanno dimostrato ampiamente al mondo la loro Piena Efficienza Teutonica... ....specialmente nel periodo 1939-1945 .... .....comunque se lo dicono loro... ...mi viene il forte dubbio che stiano covando qualche cosa.. Felix

Infine Il Fatto Quotidiano: ecco i primi 5 interventi che commentano la traduzione integrale dell'articolo tedesco:

1) Stavolta concordo pienamente con Sallusti e il suo articolo su "Il Giornale". Secco e micidiale. E nel giorno della memoria. I tedeschi non si scrolleranno mai di dosso le infamie dei campi di concentramento e ciò che è successo anche in Italia e a Cefalonia, se necessario ci saremo noi a ricordarglielo.
Sono solo RAZZISTI e prevaricatori, e a quanto pare non hanno perso il vizio.

2) Se solo sapessi leggere il tedesco ti accorgeresti come l'articolo di Sallusti sia una forzatura, e anche di cattivo gusto. Già a partire dal titolo, "italiani codardi", in realtà "l'italiana fuga dopo l'incidente" o anche "l'italiana omissione di soccorso".
Comunque, in merito al tema, la frase tra parentesi era sicuramente evitabile, perchè facilmente decontestualizzabile, ma ancor più poteva essere utilizzato un termine alternativo a "razza", in quanto Jan Fleischauer, voleva identificare l'insieme di persone accomunate dall' "italianità", che vede come un insieme di modi di fare (gesticolare, mettersi in mostra), di pensare (differenze psicologiche e culturali), etc.. Ci tiene a sottolinearlo, NON è una questione genetica.
Una personalità come Schettino è facile che esista in Italia, più difficile (ma assolutamente non impossibile) che esista in Germania.
Cavalcando la naturale inclinazione ai luoghi comuni dell'uomo (che non è altro che l'immaginario collettivo..): vi immaginereste facilmente un bundeskanzler Berlusconi? e un Brunetta ministro tedesco? o una Ministerin Carfagna?

3) Per una volta (mai avrei immaginato di poter dire una cosa del genere) Sallusti mi è proprio piaciuto! Attenti però a non generalizzare; cosi come anche fra loro ci sarà qualche codardo tipo Schettino, i tedeschi sono brave persone, ne più ne meno degli italiani.

4) ho la nuora tedesca, qualche differenza culturale radicata la riscontro nel quotidiano: mi pare, però che anche da loro esista brava gente. Quel che mi meraviglia è che la loro stessa stampa non replichi duramente a questo deficiente Fleisch (carne)hauer col suo idiota inno alla razza pura tedesca e inglese.

5) I tedeschi sono, da sempre, convinti di essere degli esseri superiori a tutti gli altri e iscrivono questa superiorità all'interno di un insieme di individui che sintetizzano nel termine razza.
La riprova, contro la interpretazione benevola di molti commentatori, si trova nel passaggio in cui si sottolinea che gli italiani ( al contrario dei tedeschi) non sono una razza, il loro chiodo fisso.
Intimamente patiscono degli stessi problemi che attribuiscono a Schettino perché sono secoli che cercano di dimostrare questa superiorità ( come Schettino) e vengono sistematicamente smentiti dai fatti.
Ogni volta che ci hanno provato ecco che hanno apparecchiato una guerra e, inaspettatamente (per loro) l'hanno persa. Ma non se ne fanno una ragione.
Ora si stanno preparando alla III guerra mondiale, ma non con le armi, bensì con l'economia.
E come si fa una guerra economica? Screditando gli avversari con ogni mezzo e finendoli a colpi di Rating.
Ecco perché qualunque falla anche sociale, o solo di un individuo, viene subito enfatizzata e corroborata nel coinvolgimento di un'intera nazione. Non gli par vero, alla minima occasione, di accampare i soliti stucchevoli paragoni per dimostrare la loro superiorità.
Il loro vero problema è che il mondo,beffardo, questa superiorità non gliela riconosce e che ogni volta che ci provano ottengono l'effetto opposto, nonostante il valido sostegno che gli diamo noi che siamo campioni mondiali di autodenigrazione.
Per una volta mi sento di dar ragione a Sallustri che glie le ha cantate.

LA MORALE:

Insomma cosa possiamo concludere? A parte evidenti differenze di temperamento e di istruzione, i commentatori italiani e quelli tedeschi sono uniti dal fatto di essere ben più smaliziati di quello che i giornalisti dei rispettivi paesi vorrebbero, dimostrando di non cadere nell'ambigua provocazione di Fleischhauer, né di credere sul serio al richiamo alle armi di Sallusti. Aldilà di quello che continuamente viene insinuato, sessant'anni sono tanti.

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